©2016 by Patrizia LALLI

Illustrazioni di Enrico MASSETTO

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“4 AMICI E 4 ZAMPE": un aiuto per giovani fragili.

25 Jan 2017

Avete mai confuso un sogno con la vita? O rubato qualcosa pur avendo i soldi in tasca? Siete mai stati giù di giri? O creduto che il vostro treno si muovesse mentre invece era fermo? Forse ero pazza e basta, forse erano gli anni '60 o magari ero solo una ragazza interrotta.

 

Lisa (Angelina Jolie)

dal film "Ragazze interrotte" di James Mangold

 

 

Oggi vi parlo di un Progetto tanto importante quanto ambizioso che l'Associazione UAM (all'interno della quale collaboro) ha avviato e sta continuando a realizzare presso una Comunità Riabilitativa Psicosociale della Regione Piemonte.

 

A voi, una buona lettura...

 

(La Dott.ssa Miriam Borra durante una seduta del Progetto "4 amici e 4 zampe"). 

 

 

L’età preadolescenziale e adolescenziale rappresenta una fase particolarmente delicata dello sviluppo, essendo caratterizzata da rapide trasformazioni sul piano fisico, psicologico e relazionale.

Tutti sappiamo che l’adolescenza è una fase della vita delicata e spesso critica e a volte alcuni adolescenti possono vivere situazioni di fragilità diverse.

 

Come poterli aiutare? Come poter garantire un po’ di benessere ai ragazzi che hanno vissuti difficili e speciali?

 

Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) possono affiancarsi alle “terapie tradizionali” anche per le situazioni di disagio e le diverse forme di marginalità che alcuni adolescenti possono trovarsi a vivere.

 

Così è nata la collaborazione tra l’Associazione UAM-Umanimalmente e la Comunità Riabilitativa Psicosociale per Minori "Il Mulino Grande" (C.R.P.), struttura afferente alla Cooperativa Sociale Terramia Onlus dell’ASL TO5, che ha sviluppato il Progetto “4 AMICI E 4 ZAMPE”, un progetto di Educazione Assistita con gli Animali (EAA) che ha coinvolto 7 adolescenti dal mese di Ottobre 2015 al mese di Luglio 2016.

 

Il Progetto, sviluppato in due fasi, ha interessato un gruppo femminile composto da 4 ragazze di età compresa tra i 15 e i 17 anni (della durata di 16 incontri) e un gruppo maschile composto da 3 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni (della durata di 15 incontri), con l’obiettivo di stimolare nei ragazzi l’integrazione tra il mondo fantastico e quello naturale attraverso la relazione mediata con l’animale

 

Ho chiesto al Dott. Alessandro Antonello, Psicologo della Comunità Riabilitativa Psicosociale per Minori “Il Mulino Grande”, una struttura di accoglienza per preadolescenti e adolescenti, affetti da disturbi dell’età evolutiva e Referente del Progetto: perché hai scelto di avviare un progetto di Pet Therapy per i ragazzi della comunità?

 

Alessandro:

La C.R.P. Mulino Grande ogni anno integra le attività cliniche gestite all'interno della struttura con progetti terapeutici affidati a professionisti della cura di Associazioni del territorio. La scelta di orientare il lavoro sulla pet therapy è nata dalla curiosità di sperimentare un'attività "nuova" per gli ospiti della struttura.

Le attività svolte con i minori ospiti della comunità terapeutica Mulino Grande (Terra Mia) si sono mostrate un’ottima opportunità di confronto terapeutico con il gruppo UAM. I minori hanno tratto giovamento sperimentando le attività calibrate e concordate con l'équipe clinica. Gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti con successo grazie all'impegno e alla professionalità degli operatori dell'Associazione. I risultati ottenuti ci hanno soddisfatto al punto che pensiamo di riavviare l'attività il prossimo anno.

Grazie ancora a UAM per l'attenzione e l'alta professionalità mostrata!

 

 

Il Progetto ha coinvolto la Dott.ssa Miriam Borra[1], quale Responsabile del Progetto e Referente di intervento e alcuni membri dell’équipe UAM in qualità di Coadiutori del cane:

 

  • per il gruppo femminile, la Dott.ssa Deborah Catalano[2], con la sua Coral, un Golden retriever che, grazie alle sue caratteristiche, ha contribuito allo sviluppo di tematiche importanti per il gruppo, come il rispetto dell’altro diverso da sé, delle regole e dei turni, la gratificazione attraverso la libertà e la capacità di autoregolarsi dal punto di vista emotivo e la Dott.ssa  Eleonora Carelli[3] con il suo  Ares (meticcio di Labrador maschio di 5 anni, di colore nero);

  • per il gruppo maschile, Alice con il suo Socks, un Terranova maschio di 2 anni, di colore prevalentemente nero.

Successivamente, si sono affiancati alcuni collaboratori dell’Associazione UAM (allievi ed ex allievi della Scuola di Pet Therapy UAM) con una schiera di professionisti a 4 zampe che, grazie alla loro presenza e al loro coinvolgimento hanno aiutato i ragazzi a incentivare la consapevolezza corporea, la comunicazione verbale e non verbale oltre che a sviluppare una modalità relazionale maggiormente adattativa con l’altro:

 

Sabrina Orazio con la sua Skyler, (femmina di 2 anni di American staffordshire terrier).

Marinella Rossi con il suo Zeus (maschio di 4 anni di Labrador retriever).

Olivia Tschuor con la sua Happy (femmina di 2 anni di Golden retriever ).

 

La loro presenza durante i giochi di squadre con Socks ha fornito uno stimolo in più per i giovani, rinforzati positivamente dalla loro presenza e stimolati dalla novità.

 

Ho chiesto alla Dott.ssa Miriam Borra: quali erano gli obiettivi specifici che vi siete prefissati per ciascun gruppo di ragazzi?

 

Miriam: nello specifico gli obiettivi sono stati:

  • nel gruppo femminile il focus dell'attenzione è stato orientato verso la stimolazione della consapevolezza emotiva, della comunicazione verbale e non con i pari e gli adulti, il rispetto delle regole ed il rinforzo di una modalità relazionale di tipo collaborativo;

  • nel gruppo maschile l’accento è stato posto sulla cura del sé, sulla corporeità e l’igiene personale, incentivando in loro l’autonomia e l’iniziativa.

 

Questo Progetto ha visto la partecipazione di più cani, perché avete scelto di introdurre diverse tipologie di cani durante la realizzazione delle attività?

 

Miriam: all’interno del progetto sono stati coinvolti diversi cani, uno di questi è stato il filo conduttore in tutti gli incontri, parliamo di Socks un Terranova abbastanza giovane, che è stato coinvolto all’interno di questo progetto con l’obiettivo di lavorare sull’igiene, quindi sulla fisicità, sull’educazione alla corporeità, proprio perché Socks, date le sue dimensioni e dato tutto il pelo che aveva, favoriva nei ragazzi l’accudimento attraverso l’uso di spazzole e di attrezzature particolari. Durante il percorso, ha introdotto degli amici a 4 zampe con caratteristiche fisiche e individuali completamente diverse da quelle di Socks (razza, sesso, tipologia di pelo, colori, dimensioni, fisionomia del volto, ecc.), con i quali è stato possibile affrontare tematiche diverse: l’aggressività, la collaborazione, la competizione, ecc.

I ragazzi si sono ritrovati molto di più con Socks perché hanno riscontrato la stessa tipologia di sesso, essendo un cane maschio. Inoltre, essendo un cane goffo, con movimenti lenti, si sono ritrovati anche su questo; essendo un cane con un pelo voluminoso e che non amava molto essere pulito, come loro, è stato possibile sviluppare il tema dell’igiene e della cura di sé.

L’ultimo cane coinvolto è stato Zeus, un Labrador amico di Socks, che è piaciuto molto ai ragazzi, infatti, durante l’ultima riunione d’équipe all’interno della Comunità, i ragazzi hanno riferito che, dopo Socks, il cane che gli è piaciuto di più è stato Zeus probabilmente perché anche lui è un maschio con una fisicità più possente e perché da l’idea di forza, di resistenza, di determinazione.

 

A luglio, il progetto si è concluso, che bilancio fai di questa esperienza così particolare?

 

Miriam: ritengo di poter affermare che per entrambi i gruppi l’attività educativa con il cane si sia dimostrata un importante stimolo evolutivo, contribuendo a favorire in loro la collaborazione attraverso una maggiore consapevolezza del canale di comunicazione verbale e non verbale e della possibilità di autocontrollo emotivo. Un notevole contributo è stato fornito dagli educatori della struttura: nel gruppo femminile Elisa e in quello maschile Roberto, sempre presenti durante gli incontri.

 

Dott.ssa Eleonora Carelli, quale contributo pensi abbia apportato il tuo Ares alle ragazze coinvolte nel progetto? 

 

Eleonora: credo che Ares abbia fatto capire soprattutto ad alcune di loro (quelle un po’ più preoccupate di dare un’impressione “tosta”) che si può essere forti e dolci allo stesso tempo senza per questo prevaricare gli altri, anzi, supportando i più deboli, infatti lui si avvicinava sempre spontaneamente alla ragazza più introversa e che parlava pochissimo.

 

 

La testimonianza di Eleonora ci riporta all’essenza del potere che i cani hanno nel raggiungere la dimensione più profonda e intima di ognuno di noi; loro arrivano dritti al cuore e spesso ci restituiscono, con spontaneità e delicatezza, ciò che avevamo perso.

 

 

Il rasoio fa male

il fiume è troppo basso

l'acido è bestiale

la droga dà il collasso

la corda si spezza

la pistola è proibita

il gas puzza e allora...

viva la vita.

 

Lisa (Angelina Jolie)

dal film "Ragazze interrotte" di James Mangold

 

 

 

Se sei interessato a conoscere meglio l'attività dell'Associazione UAM-Umanimalmente, collegati a questo link: www.umanimalmente.it

 

 

[1] Psicologa e Psicoterapeuta, Responsabile di Progetto, Responsabile di Attività, Referente di Intervento e Coadiutore del cane negli IAA, Presidente dell’Associazione UAM-Umanimalmente.

 

[2] Medico veterinario, Dottore di Ricerca, Referente di intervento, Responsabile di Attività e Coadiutore del Cane negli IAA, Vicepresidente dell’Associazione UAM-Umanimalmente.

 

[3] Medico Veterinario, Referente di intervento, Responsabile di Attività e Coadiutore del Cane negli IAA, membro dell’Équipe dell’Associazione UAM-Umanimalmente.

 

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